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giovedì 20 ottobre 2011

Pensieri in ordine sparso

Stavo guardando un video su YouTube di un monologo di Enrico Brignano a Le Iene. Non guardo molta tv, per cui ho trovato questo link tramite Facebook.
È un monologo sui black block che hanno distrutto Roma sabato e rovinato la manifestazione degli indignati. Mi è piaciuto molto, a parte il finale che a mio parere è un invito alla violenza e non credo che servisse.
Sabato pomeriggio ero,o meglio stavo conducendo, un corso di formazione (praticamente a gratis!) per cui non ho seguito tutto quello che è successo a Roma, ma ho guardato il telegiornale e sono rimasta allibita dalle immagini che ho visto.
Non mi capacito di come alcune persone si possano organizzare per andare a distruggere più cose possibili. Probabilmente loro la vedono da un altro punto di vista, ma io non riesco a mettermi nel loro. Anche se sono arrabbiata, anche se mi sento presa in giro da questo Governo, anche se non ho un lavoro, anche se sento di non essere tutelata come mamma e come famiglia, anche se vedo le possibilità di educazione di Lele ridursi ad una sorta di sorveglianza, non mi verrebbe mai in mente di dare fuoco alla prima macchina che incontro o spaccare una vetrina.
Il mio primo pensiero è che il mio vicino è messo male quanto me.
Stavo riflettendo con Enne del fatto che questa crisi e le misure del governo hanno semplicemente eliminato il cosiddetto ceto medio: ora o si è ricchi sfondati o si cerca di arrivare a fine mese.

Sotto al video ho letto alcuni commenti e c’è da rabbrividire.
Gente che si insulta, che inneggia alla liberazione dei “compagni” messi ingiustamente in prigione, che questi “poverini” hanno semplicemente perso le staffe, che si sono visti costretti a reagire O__O

Io sono veramente senza parole e mi chiedo come si fa ad arrivare a questo livello di odio e di violenza? Quelli che scrivono queste cose le pensano veramente o sono solo estremisti perché sono dietro ad un computer?
Qualunque sia il motivo, i primi pensieri che faccio sono: cosa porta un ragazzo a comportarsi così? Cosa posso fare per evitare che mio figlio diventi così?

giovedì 15 settembre 2011

Pensieri sparsi


Sono delle brutte giornate e ho pensieri negativi. Non so nemmeno se arriverò a pubblicare questo post.
Il tutto è partito dal fatto che sto cercando lavoro; ho mandato un po’ di curriculum in giro, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Di base credo che sia nella norma (sono passati solo 5 giorni), ma mi demoralizza.
Probabilmente se contattassi Tizia che lavoro per la Cooperativa X, domani avrei un colloquio, ma non voglio la spintarella.
Mi ha scatenato tanti pensieri questo mettermi in moto a livello lavorativo.
Voglio veramente allontanarmi da casa e da Lele per tot ore al giorno?
Sono disposta a lavorare negli orari in cui lui è a casa dal nido?
Che lavoro vorrei fare realmente e continuativamente?

Mi sono data delle risposte, ma quando ne parlo con N lui mi dice che non mi devo preoccupare, al massimo vado a fare il primo lavoro che c’è (faccia con occhi grandi come due palle da bowling).
Mi ci vedo al reparto pescheria della Coop, io che odio solo l’odore.
O ad un call center, io che ci metto 3 giorni per fare una chiamata.
O in un magazzino a spostare pesi, io che, dopo aver portato su la spesa, devo stare seduta sul divano per 15 minuti.

E poi c’è il pensiero di un secondo figlio, che io faccio e lui un po’ meno (c’è nei pensieri, ma in un anno imprecisato e in un futuro sufficientemente lontano da farlo sbuffare se tiro fuori l’argomento). Se inizio a lavorare, a meno che non mi vada di lusso, avrò un contratto a tempo determinato, per cui comunque mi troverei punto a capo fra magari 2 anni.
Lavoro, rimango incinta, scade il contratto, non me lo rinnovano perché il bimbo è piccolo, il bimbo è troppo piccolo per andare al nido, quando ha l’età giusta io sono disoccupata per cui siamo in fondo alla lista d’attesa e non credo che ci possa andare fatta bene anche una prossima volta (Lele è entrato perché molti bimbi hanno rinunciato poiché era stata alzata la retta), non riesco a trovarmi un lavoro perché non abbiamo i soldi per una baby sitter, sto a casa un altro anno.

Sono un po’ schiacciata dai pensieri e non riesco a muovermi.
Ora vado a letto con un pezzetto di preoccupazioni lasciato nell'etere.